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21/12/2011

Inverno 2012

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Numerosi i pezzi rari o addirittura unici nella nuova offerta a prezzi netti firmata Zanaria. Oltre un centinaio i lotti illustrati dal catalogo degli Antichi Stati Italiani e del Regno; francobolli singoli, su frammento  o documento





Tra storia e filatelia: panoramica di rarità

Ventiquattro pagine dedicate alla grande filatelia italiana, cominciando dagli Antichi Stati e proseguendo con il Regno. Più di un centinaio di lotti, in grado di attirare l’attenzione di chiunque conosca ed apprezzi il repertorio nazionale. È il catalogo “Inverno 2012” di Zanaria, distribuito gratuitamente su richiesta (tramite telefono 02.805.24.27, fax 02.805.11.86 ,e-mail info@zanaria.com) la versione elettronica è scaricabile dal sito.

La copertina mostra un insieme unico, la serie completa di quindici valori  “Artistica”, con gomma integra, che non vide mai la luce. Include fra l’altro due soggetti, rimaneggiati ed inseriti nell’“Imperiale” emessa nel 1929 e l’alto valore , unico noto. Il catalogo Sassone del 2012 la valuta 386.500 euro, da Zanaria prezzo a richiesta.

Non mancano perle di epoca precedente. Una breve rassegna di reperti significativi, come -parlando di Lombardo Veneto- l’unica bicolore nota della seconda emissione impiegata nel primo giorno d’uso. Il plico, viaggiato da Milano a Lione, è affrancato con il 10 ed il 15 soldi annullati appunto l’1 novembre 1858 .


Dalla metropoli lombarda alla non lontanissima Sermide. Sull’involucro, diretto a Firenze, figurano due esemplari del 20 centesimi azzurro scuro di Sardegna annullati il 12 agosto 1859. Testimoniano un momento importante della Seconda guerra d’indipendenza, cioè la temporanea occupazione dell’area da parte di Torino. Non a caso, il reperto appartenne alla collezione di Leopoldo Rivolta e fu segnalato nel suo studio sull’Oltrepò mantovano.



Di spiccato interesse filatelico è la quartina su frammento del 40 centesimi rosa di Sardegna appartenente alla prima serie emessa il 1 gennaio del 1851. Dei due blocchi noti è quello considerato migliore dal punto di vista qualitativo.



Per il capitolo riguardante la Sicilia si distingue un invio tra Catania e Napoli transitato da Messina, affrancato con un 20 grana grigio ardesia e un 50 grana cioccolato, obliterati dalla tipica impronta a ferro di cavallo. Con tale importo si conoscono quattro missive e questa è fra le più belle. Il catalogo la valuta 245mila euro.

Il 20 centesimi con lo stemma di casa Savoia, nato come emissione provvisoria per l’ex Granducato di Toscana, trova un uso molto raro, da Milano a Firenze. Il documento è datato 24 aprile 1861, quindi a Unità già raggiunta. Anche in detto frangente, agli elementi postali si aggiungono quelli di cronaca: il mittente racconta dell’ingresso in città di Giuseppe Garibaldi.

Il Regno d’Italia si ritrova anche nella lettera da Molfetta a Napoli del 15 dicembre 1863. L’interesse è squisitamente collezionistico: è l’unica mista conosciuta che accomuna il 2 centesimi giallo (applicati, ve ne sono sette pezzi, sei dei quali in striscia verticale) ed un esemplare “De La Rue” da 1 centesimo.